4° Domenica di quaresima

L’evangelista Giovanni prende il posto di Matteo. Il quarto vangelo sarà al centro della riflessione d’ora in poi fino alla fine del tempo pasquale. Nel brano odierno, il cieco nato, vi è un miracolo con il conseguente insegnamento. Gesù è la luce del mondo in quanto porta alla pienezza la rivelazione del vero volto del Padre e quindi dell’uomo.

Gesù incontra un cieco dalla nascita che suscita immediatamente la domanda: chi ha peccato, lui o i suoi genitori? Così pensavano i giudei. Chi pecca merita un castigo. Gesù spiega che questo modo di pensare era completamente sbagliato. La cecità di questo uomo era occasione per permettere a Dio a manifestare la sua potenza.  Gesù impasta del fango (ci riporta all’opera del Creatore quando plasmò l’uomo dal fango) e lo spalma sugli occhi del cieco chiedendogli di andare a lavarsi nella piscina di Siloè (che tradotto significa inviato = Gesù è l’inviato del Padre) e tornò a vedere.

 

Questo gesto invece di suscitare gratitudine e gioia da parte dei farisei e dei capi del popolo suscita rabbia e condanna. Aveva operato un miracolo nel giorno di Sabato. La gente si interroga: è lui il cieco mendicante o qualcuno che gli assomiglia? Egli afferma di essere il cieco che tutti avevano visto medicare e racconta quello che Gesù aveva fatto per lui.

Comincia per quest’uomo un lungo calvario. Interrogazioni, minacce, sospetti e gli chiedono di schierarsi: Chi è per te Gesù? il Profeta è la risposta. Prova la solitudine da parte dei propri genitori che avevano paura di schierarsi. E’ maggiorenne deve assumersi la sue responsabilità. La paura di essere scomunicati impedisce di dire la verità fino in fondo.

Accusano Gesù di essere un peccatore e perciò incapace di operare cose di Dio la somma santità. Il cieco continua a proclamare Gesù un santo che opera cose di Dio. Per queste sue affermazioni viene cacciato dai capi del popolo.

Gesù lo consola incontrandosi ancora con lui. Gli chiede di fare la sua professione di fede: Tu credi nel Figlio dell’uomo? Chi è perché io possa credere in lui? Sono io che parlo con te. Credo, Signore.

Ancora oggi noi siamo coinvolti nella storia di Gesù che è presente in mezzo a noi per guarirci dalla nostra cecità. Egli continua a chiederci a professare la nostra fede/fiducia in Lui per ottenere la luce necessaria per vivere in piena sintonia con la bontà di Dio. Noi abbiamo paura di prendere le nostre responsabilità nei sui confronti a  causa della paura di essere anche noi “messi in croce”.  Non vogliamo essere indicati come credenti in Colui  che il mondo dice di essere nessuno. Temiamo di essere emarginati a causa della nostra fede in Gesù.  Penso ai tanti ragazzi che appena fatta la cresima scompaiono dalla scena cristiana per non essere presi in giro dai loro coetanei. Sento dei ragazzi che mi dicono: ho cambiato idea nei confronti di Gesù. Possibile che in pochissimi giorni tutto quello che hanno ricevuto ed accolto e professato davanti a tutti possa essere buttato via?

Mi chiedo: dov’è la sincerità e la responsabilità? Ci arrabbiamo quando qualcuno mette in dubbio le nostre affermazioni: Allora quello che è stato detto durante il rito della confermazione sono parole o scelta di vita? Lo stesso si dica ai tanti sposi che scelgono di consacrare il loro amore davanti a Dio, ma che vivono la loro vita lontani da quella che è la vita della comunità cristiana. Lo stesso per i genitori che scelgono di battezzare i propri figli assumendosi, assieme ai padrini, l’impegno di educare nella fede in Cristo risorto, ma nella vita di ogni giorno Gesù non viene mai fatto conoscere. Mi meraviglia quando i bambini di seconda elementare iniziano il loro cammino di preparazione alla prima comunione ed arrivano in parrocchia senza sapere fare nemmeno il segno della croce e non conoscono nessuna preghiera.

Gesù ci invita a rientrare in noi stessi per vedere se noi siamo “ciechi” o “vedenti”. Tutti abbiamo bisogno del Signore che è la vera luce del mondo. Gesù ci invita a pregare chiedendo maggior fede in Lui perché si possa vivere meglio la nostra vita cristiana ed aver coraggio a testimoniare la nostra appartenenza a Lui.

Egli ci ha acquistato a caro prezzo, versando la sua vita sulla croce perché ognuno di noi possa avere vita in abbondanza.

SIR

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